La frequenza delle onde cerebrali

      In un normale stato di coscienza le onde elettromagnetiche dei miliardi di neuroni, le cellule dei due emisferi cerebrali, registrate con l’elettroencefalografo, mostrano tra di loro forme variabili e poco armoniche: non c’è un centro di comando unico e ciascun neurone, o gruppo di neuroni, segue la propria strada per fare il proprio lavoro. L’impressione che se ne ha è simile a quella di una scena a cui qualcuno ha assistito dopo aver chiamato fiduciosamente una società di trasloco: arriva in casa una squadra di operai specializzati che si muovono impacchettando o spostando o accatastando o classificando tutto ciò che deve essere trasportato altrove, ma è difficile scorgere nella scena un piano coordinato. Sembra un formicaio impazzito, ciascuna formica scappa dove può sperimentando un percorso di fuga possibile : allo sfortunato cliente il tutto appare come un corri-corri disordinato da cui non riesce ad emergere una finalità comune. Quando invece, come capita in genere, la squadra degli operai del trasloco lavora sotto la guida di un responsabile centrale del tutto, i movimenti separati e diversi di ciascuno sono visibilmente improntati a coerenza, efficienza e ordine, ovvero ad una vera e propria sinergia.

      Quando l’essere umano si trova in uno stato di malessere o di malattia – che sempre coinvolge le dimensioni psico-somatiche – le onde cerebrali dei due emisferi non solo non riescono a sincronizzarsi, ma manifestano un grado più o meno elevato di frammentazione, disordine e caos. Per riportarle a coerenza, occorre presenza, consapevolezza e uso di tecniche che si padroneggiano con l’ esercizio e col tempo.

ondesincrNon è un discorso accademico quello che stiamo proponendo, perché comprendere le cose essenziali degli stati delle onde cerebrali è utile in quanto si può scegliere come gestire e guidare la propria giornata. Se si comprende come il cervello entra ed esce da certe configurazioni di onde, si ha la possibilità di utilizzare i pregi di ciascuno stato, ovvero si sa quando essere produttivi, quando essere creativi, e quali sono le basi di un sonno che porta ristoro.

La frequenza delle onde cerebrali

      Il nostro cervello ha un suo “battito”, come il cuore, un ritmo abbastanza veloce che va da 3 a 100 impulsi/sec, misurati in Herz, a seconda dell’attività che stiamo svolgendo o delle emozioni e sensazioni che stiamo sta provando. Quando sono dominanti le onde basse, ci possiamo sentire stanchi, lenti, un po’ trasognati o in uno stato di rilassamento e di introspezione. Le alte frequenze sono dominanti, all’opposto, quando ci sentiamo nervosi o anche iper-attenti, concentrati o in vero e proprio stress. La frequenza del ritmo corrisponde, quindi, a diversi ”stati della mente” La registrazione dell’elettroencefalografo corrisponde alla scrittura dei suoi battiti.

      C’è un vasto range di frequenze cerebrali, ma le più studiate e riportate in letteratura, sulle quali riportiamo notizie essenziali, sono classificate in 5 gruppi:

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Onde Alfa

Hanno una frequenza di 8-12 impulsi /sec. Basta chiudere gli occhi perché il cervello cominci a produrre più onde alfa. Lo stato alfa viene percepito come un profondo rilassamento in condizioni di veglia. Alfa è il “potere dei adesso”, stare qui, nel presente, percepire una coordinazione mentale, una integrazione mente/corpo e una disponibilità ad apprendere Come per le onde theta questo rilassamento può essere usato in ipnosi e nell’apprendimento accelerato.

Onde Beta

Hanno una frequenza di 12-38 impulsi /sec. Quello delle onde beta viene considerato lo stato più normale della mente ed è fondamentale per l’attenzione, la quotidiana focalizzazione mentale e per il livello di energia da svegli, quando l’attenzione è diretta verso compiti cognitivi – come risolvere problemi, giudicare, prendere decisioni, cosa che si accompagna ad una certa ansia e ad una forma di eccitazione – e verso il mondo esterno. Lavorare su questa frequenza in modo continuo non va molto bene per il cervello, poiché questo richiede una grande quantità di energia.

Quando capita di sentire una mancanza di energia che non si riesce a modificare, verosimilmente il cervello difetta di sufficienti impulsi beta. Lo stato di depressione e l’insonnia sono correlati ad un insufficiente stato beta.

Onde Gamma

Hanno una frequenza maggiore di > 40 impulsi/sec. E’ uno stato della mente piuttosto raro che si attiva durante il problem solving o quando si prova paura. E’ associato ad una capacità percettiva acuta ed ampliata oltre che ad un elevato livello di consapevolezza. In questo stato si verifica un simultaneo processamento di informazioni da parte di varie aree del cervello. Le informazioni passano rapidamente e la mente dev’essere tranquilla per poter accedere a questo funzionamento. I ricercatori hanno scoperto che le onde Gamma sono molto attive quando si è in uno stato di coscienza espansa, di amore universale, di altruismo e di virtù superiori, di emergenze spirituali. Uno stato gamma senza stress offre uno dei più grandiosi sentimenti che si possano immaginare. E’ uno stato di lucidità mentale cristallina.

Onde Delta

Hanno una frequenza da 5 a 3 impulsi/sec. Ed è come se il cervello stesse respirando lentamente e pesantemente. Si tratta di basse frequenze che penetrano in profondità, come il battito del tamburo. Vengono prodotte in uno stato di profonda meditazione o del sonno senza sogni articolati. In presenza di onde Delta, la consapevolezza del mondo esterno rimane sospesa. In questo stato vengono sollecitate la guarigione e la rigenerazione, ed è per questo che un sonno profondo è così importante nel processo di guarigione..

Onde Theta

Hanno una frequenza tra 3 e 8 impulsi /sec. Sono associate con lo stato di sogno e col sonno-REM, ma qualche volta col sonno leggero e con la meditazione profonda. I nostri sensi sono focalizzati su segnali che arrivano dal mondo interiore. In Theta oltre che sognare, simo capaci di avere immagini nitide, intuizioni e informazioni che vanno oltre la nostra consapevolezza cosciente. Qui tratteniamole nostre “cose”, le nostre paure, le storie difficili e gli incubi.

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